Viaggiare da soli: come iniziare e vincere la paura
RetreatMovement Il Retreat
Terrazze, giardino tropicale e piscina del resort di Uluwatu a Bali, dove arriva chi sceglie di viaggiare da soli senza restare solo
Guida Retreat Movement · Viaggiare da soli

Viaggiare da soli: come iniziare (e come superare la paura di partire)

Viaggiare da soli fa paura la prima volta, poi diventa libertà. Ecco da dove iniziare, le paure più comuni e come si affrontano davvero, e la via di mezzo per chi non si sente ancora pronto a partire del tutto solo.

Cosa significa viaggiare da soli?

Viaggiare da soli significa organizzare e vivere un’esperienza di viaggio senza un compagno fisso: sei tu a decidere itinerario, tempi e soste. Non equivale a restare isolati: lungo il percorso si incontrano comunque altre persone, in ostelli, tour, escursioni o esperienze condivise.

È una scelta diversa dal semplice “essere soli”. Chi viaggia da solo decide il proprio ritmo, senza dover mediare con nessuno. La libertà di cambiare programma all’ultimo momento è uno dei motivi più citati da chi lo prova.

Non significa nemmeno restare senza compagnia per tutto il viaggio. Si incontrano altri viaggiatori, si condividono tappe, a volte si costruiscono legami che nella vita di ogni giorno sarebbero più difficili da creare in così poco tempo.

Perché vale la pena provare a viaggiare da soli?

Viaggiare da soli allena l’autonomia: ogni imprevisto gestito in prima persona rafforza la fiducia in se stessi. La ricerca sul viaggio in solitaria al femminile lo collega a motivazioni profonde: staccare dalla routine, costruire relazioni nuove e capire meglio cosa si vuole davvero.

Uno studio del 2023 su 381 donne single a Taiwan, pubblicato su Humanities and Social Sciences Communications (Teng, Wu e Lee, 2023), ha trovato che sono i valori personali interiori a spingere verso il viaggio in solitaria, mentre i valori esterni non incidono. Le motivazioni che portano davvero a partire sono staccare e rilassarsi, la dimensione delle relazioni e l’autorealizzazione. Lo studio è consultabile su PubMed.

Ogni piccolo imprevisto gestito da soli diventa una prova concreta di quello che si è capaci di fare. Non serve un viaggio lungo o esotico: basta uscire dalla routine per iniziare a raccogliere questa fiducia.

Lo stesso meccanismo, distanza dalla routine e novità, è spesso il primo passo per staccare davvero la spina da un periodo che si trascina da troppo tempo.

Quali sono le paure più comuni e come si affrontano?

Le paure più comuni riguardano la sicurezza, la solitudine e l’organizzazione: cosa succede in caso di imprevisto, come ci si sente senza nessuno accanto, come gestire tutto da soli. Si riducono informandosi prima di partire con le fonti giuste, non evitando di partire.

Per la sicurezza, il punto di riferimento resta il portale Viaggiare Sicuri dell’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri: raccoglie le informazioni e gli avvisi paese per paese, da leggere prima di prenotare e non il giorno della partenza. La consultazione è libera e c’è anche un’app con lo stesso nome.

Prima di partire si può anche registrare il proprio viaggio sul servizio Dove Siamo nel Mondo, sempre dell’Unità di Crisi: la segnalazione si fa online e vale per qualsiasi motivo di viaggio, da soli o con amici e parenti, così le autorità italiane sanno in che paese ti trovi.

La solitudine che si teme prima di partire, quasi sempre, è meno di quella che si immagina. Ostelli, tour ed esperienze condivise mettono in contatto con altri viaggiatori già dal primo giorno.

Come si sceglie la meta per il primo viaggio da soli?

Per il primo viaggio da soli conviene una meta con buona reputazione di sicurezza, non troppo complicata da organizzare, e con occasioni reali di incontro: ostelli, tour, community di viaggiatori. Riduce le variabili da gestire tutte insieme e rende più semplice socializzare lungo il percorso.

Tre criteri aiutano a scegliere: quanto è semplice muoversi e comunicare, quanto è facile trovare altre persone con cui condividere qualche momento, e quanto tempo hai davvero a disposizione per il primo tentativo.

Una meta come Uluwatu, a Bali, unisce diversi di questi elementi: un paesaggio che aiuta a staccare davvero e una rete di spiagge, esperienze ed escursioni che rende naturale incontrare altri viaggiatori anche partendo da soli. Ne parliamo nella guida su cosa vedere a Uluwatu.

Come iniziare a viaggiare da soli, un passo alla volta?

Si inizia in piccolo: un viaggio breve prima di uno lungo, una meta senza troppe barriere di lingua o cultura, un alloggio che favorisce gli incontri. La fiducia in se stessi si costruisce gestendo piccole sfide una alla volta, non eliminando ogni dubbio prima di partire.

  1. Parti in piccolo

    Un weekend vicino casa o una meta già familiare valgono più di un primo viaggio lungo e complicato.

  2. Organizzati, ma non troppo

    Pianifica l’essenziale (dove dormi, come ti sposti) e lascia margine per improvvisare il resto.

  3. Scegli alloggi che favoriscono gli incontri

    Ostelli con aree comuni, tour ed esperienze condivise rendono più facile non sentirsi soli.

  4. Registra il tuo viaggio

    Con Dove Siamo nel Mondo segnali il viaggio all’Unità di Crisi della Farnesina: è tranquillità reale, non burocrazia.

  5. Accetta che un po’ di paura resti

    Non è un segnale che non sei pronto: è la parte normale di qualsiasi primo viaggio da soli.

Si può partire da soli e arrivare comunque in un gruppo?

Sì: è la via di mezzo che funziona per chi non si sente ancora pronto a un viaggio interamente in solitaria. Si parte senza compagni fissi, ma si arriva in un contesto già organizzato, come un viaggio di gruppo, un corso o un retreat, dove il gruppo si forma sul posto tra persone che stanno vivendo la stessa esperienza.

FormulaLibertàSocialitàPer chi è
Viaggio completamente in solitariaMassimaDipende da te, si costruisce sul postoChi ha già fatto qualche esperienza da solo
Viaggio di gruppo organizzatoLimitata all’itinerario fissatoGarantita fin dal primo giornoChi vuole zero organizzazione
Corso o retreatStruttura definita, tempo libero inclusoUn gruppo che condivide lo stesso percorsoChi cerca anche un lavoro su di sé, non solo il viaggio

Se ti interessa questa via nello specifico applicata a un ritiro, la guida su andare a un retreat da soli entra nel dettaglio di cosa succede quando si arriva senza conoscere nessuno.

Al Retreat Movement questa formula è già pensata così: si parte da soli, il team Moveinside alloggia in loco per tutta la settimana e il gruppo si forma giorno dopo giorno attraverso la pratica condivisa. I posti sono pochi e la selezione conta. Il resort si trova a circa 40 minuti dall’aeroporto internazionale di Bali.

Arrivi a Bali da solo. Torni a casa con una famiglia.

Ale Demaria · Fondatore Moveinside
Cerchio di partecipanti a un'edizione precedente del retreat, il gruppo che si forma durante l'esperienza
Il cerchio si forma sul posto, anche per chi arriva senza conoscere nessuno.
Ale Demaria, fondatore di Moveinside e Retreat Movement

Chi guida i retreat: Ale Demaria

Fondatore di Moveinside e Retreat Movement

La ricerca di Ale Demaria integra pratiche interiori, cultura di movimento e crescita personale. È il punto di riferimento in Italia per l’intelligenza del corpo e la connessione mente-corpo. Guida i retreat internazionali Moveinside insieme al suo team di coach.

Vuoi partire da solo, ma non arrivare da solo?

Se l’idea di partire completamente da soli ti convince ma vuoi comunque atterrare in un gruppo già pronto, il Retreat Movement è pensato anche per questo. Il prossimo appuntamento ti aspetta con Ale Demaria e tutto il team Moveinside in loco per l’intera settimana: date e luogo sono sulla home. I posti sono pochi e la selezione conta.

Scopri il Retreat Movement

Domande frequenti

Come si inizia a viaggiare da soli?
Si inizia in piccolo: un viaggio breve prima di uno lungo, una meta semplice da gestire, un alloggio che favorisce gli incontri, e le informazioni sul paese lette prima di prenotare. Se partire del tutto soli sembra troppo, la via di mezzo è partire da soli e arrivare in un contesto già organizzato, dove il gruppo si forma sul posto.
Cosa significa viaggiare da soli?
Significa organizzare e vivere un viaggio senza un compagno fisso: le decisioni sull’itinerario, i tempi e le soste sono tue. Non equivale a restare isolati: durante il viaggio si incontrano comunque altre persone, in ostelli, tour o esperienze condivise.
È pericoloso viaggiare da soli?
Non più di un viaggio normale, se ci si informa prima di partire. Il portale Viaggiare Sicuri dell’Unità di Crisi della Farnesina raccoglie le informazioni paese per paese e, con il servizio Dove Siamo nel Mondo, puoi segnalare il tuo viaggio: così le autorità italiane sanno in che paese ti trovi.
Come si affronta la paura di partire da soli?
Iniziando in piccolo: un viaggio breve, una meta familiare, un alloggio che favorisce gli incontri. La fiducia cresce gestendo piccole sfide una alla volta, non eliminando ogni dubbio prima di partire.
Qual è la meta migliore per il primo viaggio da soli?
Una meta con buona reputazione di sicurezza, facile da organizzare e con occasioni di incontro, come ostelli o gruppi locali. Riduce le variabili da gestire tutte insieme e rende più semplice socializzare lungo il percorso.
Si può partire da soli e trovare comunque un gruppo?
Sì. Un viaggio di gruppo, un corso o un retreat sono la via di mezzo: si parte senza compagni fissi, ma si arriva in un contesto già organizzato, dove il gruppo si forma sul posto durante l’esperienza condivisa.