Cosa mettere in valigia, come allenare corpo e mente e cosa aspettarti dal primo giorno: la guida pratica per arrivare pronto a un retreat, con l’esempio concreto del Retreat Movement a Bali.
Prepararsi a un retreat significa curare tre aree: la valigia (abbigliamento comodo e leggero), il corpo (nessun prerequisito, si parte da dove si è) e la mente (nessuna aspettativa di prestazione, solo disponibilità a provare). Il resto lo fa il contesto in cui si arriva.
Chi si chiede come prepararsi a un retreat spesso immagina allenamenti specifici o attrezzature complicate. Non serve nulla di tutto questo. Il Retreat Movement nasce proprio per accogliere chi parte da livelli molto diversi.
Se non hai mai vissuto un’esperienza del genere, può essere utile leggere prima cos’è davvero un retreat e quali forme può avere, così arrivi con le idee già chiare su cosa aspettarti.
La valigia per un retreat di movimento è semplice: abbigliamento comodo per le pratiche (leggings, shorts, t-shirt), un costume da bagno indispensabile, un cappellino e scarpe da ginnastica. In un clima caldo e umido come quello di Bali, meglio scegliere capi leggeri.
Ecco la checklist essenziale di cosa portare a un retreat, valida per chi parte per Uluwatu:
Un dettaglio che rassicura chi organizza la valigia all’ultimo momento: prima della partenza il team comunica se serve qualcosa di più specifico. Non c’è bisogno di indovinare da soli cosa mettere in valigia per un retreat.
Non serve alcuna preparazione fisica specifica: le pratiche del Retreat Movement hanno progressioni per ogni livello, da chi non si è mai allenato a chi lo fa da anni. La preparazione vera è mentale: nessuna aspettativa di prestazione, solo disponibilità a provare.
Il metodo Moveinside unisce cultura di movimento, calma mentale e abitudini che generano energia. Per questo la preparazione mentale conta più di quella fisica. Ecco come impostarla, un passo alla volta.
Il retreat non è una gara: nessuno valuta quanto sei bravo o quanto resisti.
Nessun prerequisito: le pratiche fisiche e interiori hanno progressioni personalizzate dal principiante all’avanzato.
Il lavoro interiore è pratico e concreto, non richiede convinzioni particolari: basta essere disposti a provare.
Sarai circondato dal team e da altri praticanti: al Retreat Movement, il gruppo è il cuore dell’esperienza.
Non servono attrezzature sportive tecniche, pesi o abbigliamento da laboratorio: molte pratiche fisiche si svolgono a corpo libero, spesso scalzi. Se un retreat specifico richiede qualcosa di particolare, è sempre il team a comunicarlo prima della partenza.
Alcune pratiche, come camminare, correre, saltare o sprintare, si fanno scalzi e senza dolore: non c’è bisogno di scarpe tecniche da corsa o da palestra. Le scarpe da ginnastica della valigia bastano per gli altri momenti della giornata.
Allo stesso modo non serve un abbigliamento elegante da sera: il Retreat Movement non è un contesto mondano, è una scuola di intelligenza del corpo immersa nella natura.
Il primo giorno del Retreat Movement si arriva al resort di Uluwatu, a circa 40 minuti dall’aeroporto internazionale di Bali: sistemazione in camera, primo contatto con il gruppo e con il team di coach, e le prime indicazioni sul programma della settimana.
Il resort si trova in una zona tranquilla e riservata, tra scogliere sull’oceano Indiano e natura selvaggia. Le camere hanno aria condizionata, bagno privato e terrazza con vista oceano, così il primo momento è anche un momento di decompressione dal viaggio.
Poi arriva l’incontro con Ale Demaria e il team, Iacopo Landi, Fabio Rotondo, Tommaso Laganà e Luca Ratti, che alloggiano in loco per tutta la settimana. Molti arrivano da soli, senza conoscere nessuno: è normale, e su questo può aiutare anche la nostra guida su come organizzarsi per andare a un retreat da soli.
Il Retreat Movement include tutti i pasti, tutte le pratiche, le sessioni di domande e risposte con Ale Demaria, la camera per 7 notti e tutto il team in loco. Non sono inclusi il volo per Bali, i trasferimenti aeroportuali, le bevande alcoliche e i servizi extra personali.
Sapere in anticipo cosa è incluso aiuta a preparare anche la parte logistica, non solo la valigia:
| Cosa | Perché |
|---|---|
| Tutti i pasti | Cucina balinese artigianale ogni giorno, pensata per restare leggeri tra una pratica e l’altra |
| Camera per 7 notti | Comoda e spaziosa, con aria condizionata, bagno privato e terrazza vista oceano |
| Tutte le pratiche e i Q&A con Ale | 13 pratiche (7 fisiche, 6 interiori) più sessioni di domande quotidiane, nessun tema escluso |
| Team in loco tutta la settimana | Coach sempre presenti per seguire da vicino ogni partecipante |
| Volo e trasferimenti aeroportuali (non inclusi) | Da organizzare autonomamente prima della partenza |
| Bevande alcoliche ed extra personali (non inclusi) | Restano a scelta individuale durante la settimana |
Il prossimo Retreat Bali, dal 3 al 10 ottobre 2026, segue esattamente questa struttura: valigia leggera, nessun prerequisito, e tutto il resto organizzato dal team.
Il modo in cui ti muovi ci dice chi sei. Cambiandolo, riscrivi la vita come la sogni.
Ale Demaria · Fondatore Moveinside
Chi guida i retreat: Ale Demaria
Fondatore di Moveinside e Retreat Movement
La ricerca di Ale Demaria integra pratiche interiori, cultura di movimento e crescita personale. È il punto di riferimento in Italia per l’intelligenza del corpo e la connessione mente-corpo. Guida i retreat internazionali Moveinside insieme al suo team di coach.
Ora sai come prepararti: valigia leggera, corpo e mente senza aspettative di prestazione. Il prossimo Retreat Movement si tiene a Uluwatu, Bali, dal 3 al 10 ottobre 2026, con Ale Demaria e il team Moveinside. I posti sono 30.
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