Come fare nuove amicizie da adulti, quando scuola e università sono lontane e le giornate sono piene? Servono tre ingredienti concreti: le stesse persone, qualcosa da fare insieme e il tempo per far crescere il legame.
Da adulti si fa amicizia ricreando di proposito le condizioni che a scuola erano automatiche: rivedere le stesse persone più volte, fare qualcosa insieme e lasciare al legame il tempo di crescere. Il modo più semplice è entrare in un contesto che si ripete, come un corso, un gruppo o un’esperienza condivisa per più giorni.
Da ragazzi le amicizie nascono quasi da sole, perché scuola, università e sport mettono le stesse persone nella stessa stanza ogni giorno. Da adulti quei contesti spariscono: restano il lavoro, la famiglia e un’agenda che lascia poco spazio.
Non è una questione di carattere, è una questione di occasioni. Chi si chiede come fare nuove amicizie di solito ha perso i luoghi in cui le amicizie capitavano, e quei luoghi si possono ricostruire a qualsiasi età.
Vale la pena farlo. Una meta-analisi di 148 studi, con 308.849 partecipanti, ha trovato che chi ha relazioni sociali più solide ha una probabilità di sopravvivenza più alta del 50%, un risultato coerente per età, sesso e stato di salute di partenza (Holt-Lunstad, Smith e Layton, 2010, meta-analisi su relazioni sociali e sopravvivenza, PLoS Medicine).
Secondo gli autori, il peso delle relazioni sulla longevità è paragonabile a quello dei fattori di rischio più noti. Le amicizie non sono un lusso da concedersi quando avanza tempo: sono una parte della salute.
Se la solitudine pesa da tempo e ti fa stare male, parlarne con il medico o con uno psicologo è il primo passo.
Serve tempo passato insieme, e si può perfino stimare. Secondo gli studi di Jeffrey Hall, dell’Università del Kansas, servono tra 40 e 60 ore per un’amicizia occasionale, tra 80 e 100 per diventare amici e più di 200 per un’amicizia stretta. Contano soprattutto il tempo libero e le chiacchiere condivise.
Hall ha interrogato 355 adulti che si erano trasferiti da poco e 112 studenti del primo anno di università, chiedendo quanto tempo avevano passato con una persona appena conosciuta e quanto si sentivano vicini (Hall, Journal of Social and Personal Relationships, 2018, comunicato dell’Università del Kansas sulle ore per fare amicizia). Il risultato è netto: più ore insieme, più vicinanza.
Non tutte le ore pesano allo stesso modo. Fanno la differenza il tempo libero passato insieme, lo scherzare, le conversazioni di tutti i giorni, mentre le ore di lavoro fianco a fianco contano meno.
Da qui il consiglio più pratico dello stesso Hall: cambiare contesto. Se una persona la vedi solo al lavoro, proponi un pranzo o un aperitivo: un invito fuori dal solito contesto segnala che ti interessa.
| Cosa si misura | Cosa dice la ricerca | Fonte |
|---|---|---|
| Amicizia occasionale | Tra 40 e 60 ore passate insieme | Hall, 2018 |
| Amicizia | Tra 80 e 100 ore passate insieme | Hall, 2018 |
| Amicizia stretta | Più di 200 ore passate insieme | Hall, 2018 |
| Relazioni solide e salute | Probabilità di sopravvivenza più alta del 50% (148 studi, 308.849 partecipanti) | Holt-Lunstad et al., 2010 |
| Danzare in sincronia | Chi danzava in sincronia con sconosciuti si sentiva più legato a loro | Tarr, Launay e Dunbar, 2016 |
Dati verificati a settembre 2026 sulle fonti linkate. Le ore sono la stima combinata dei due studi di Hall.
Le nuove amicizie nascono dove rivedi le stesse persone mentre fate qualcosa insieme: un corso settimanale di movimento o di danza, un gruppo con un interesse comune, il volontariato, un viaggio di gruppo. Il luogo conta meno della ripetizione: scegli un contesto che si ripete e presentati ogni volta.
Ecco i passi concreti, dal più semplice al più coraggioso:
La forza sta nella ripetizione: un’occasione che torna ogni settimana, con le stesse persone, fa crescere il legame quasi da sola.
Cammino, coro, lettura, orto condiviso: l’interesse comune dà subito qualcosa di cui parlare e scioglie l’imbarazzo dell’inizio.
Corsi di movimento e di danza avvicinano in fretta: in uno studio dell’Università di Oxford, chi danzava in sincronia con sconosciuti si sentiva poi più legato a loro (Tarr, Launay e Dunbar, 2016, studio sulla danza sincronizzata e il legame sociale, Evolution and Human Behavior).
Impegnarsi per una causa comune crea fiducia, e le pause tra un turno e l’altro diventano le prime chiacchiere.
Qualche giorno lontano da casa con le stesse persone somma il tempo condiviso molto più in fretta di un caffè a settimana.
Anche quando la tentazione è restare a casa: ogni invito accettato è tempo che il legame mette da parte.
Proponi qualcosa di piccolo e concreto, un caffè dopo il corso o una camminata nel fine settimana. Spesso l’altra persona aspettava solo che qualcuno lo proponesse.
Se ti chiedi come fare per trovare nuove amicizie partendo da zero, non serve fare tutto insieme: un appuntamento fisso vale più di tanti eventi isolati. Se la strada che ti incuriosisce è il movimento, la guida sui benefici della danza racconta cosa succede quando ci si muove con gli altri.
E se l’idea di partire ti attira, la guida sui viaggi di gruppo per single spiega come funzionano e come scegliere quello giusto.
Dopo i 50 anni cambiano spesso proprio le condizioni che servono: figli più grandi, più tempo per sé, priorità nuove. Si fa amicizia come a ogni età, scegliendo contesti che si ripetono, ma con un vantaggio in più: sai meglio cosa cerchi e con chi vuoi passare il tuo tempo.
A 40 anni le giornate sono spesso assorbite da lavoro e famiglia. A 50 e a 60 anni molte persone si ritrovano con più spazio e con la voglia di riempirlo di qualcosa di vero: è il momento ideale per costruire amicizie scelte, non solo capitate.
Aiuta partire da ciò che ti fa stare bene, non da ciò che “si dovrebbe” fare. Un corso che ti piace davvero è un appuntamento a cui torni volentieri, e la costanza è ciò che trasforma i volti conosciuti in amici. Se questo passaggio coincide con una voglia più ampia di cambiamento, la guida su come cambiare vita a 50 anni parte proprio da lì.
Valgono gli stessi contesti: corsi, gruppi di cammino, cerchi di pratica, viaggi. La confidenza tra donne nasce facendo qualcosa insieme, più che presentandosi.
In coppia funziona un’attività condivisa con altre coppie, con appuntamenti ricorrenti. In una nuova città, il primo passo è iscriversi subito a qualcosa di settimanale, prima che la routine si chiuda.
Le amicizie vere nascono quando il tempo condiviso è tanto e c’è qualcosa di autentico da vivere insieme. Per questo un’esperienza residenziale di gruppo funziona così bene: una settimana con le stesse persone, giornate piene di pratiche condivise, nessuna distrazione della routine. Le ore che a casa si sommano lentamente, lì si accumulano ogni giorno.
È ciò che succede al Retreat Movement, la settimana di pratiche con Ale Demaria e il team Moveinside in luoghi scelti apposta (le edizioni: Sri Lanka, Marocco, Bali). 7 giorni, 13 pratiche, circa 8 ore di pratiche al giorno con lo stesso gruppo, tra movimento e lavoro interiore, con tempo libero per nuotare, riposare ed esplorare la zona.
Sulla pagina del retreat lo scrivono in chiaro: «La maggior parte dei partecipanti arriva da solo e torna a casa con amici veri, legami profondi costruiti in 7 giorni di pratiche condivise». E aggiungono: «Tornerai a casa con una nuova famiglia».
Alcune pratiche lavorano proprio sulla relazione. Nei Principi di lotta impari a comunicare con altri corpi in modo sano e intelligente; con il Contact di Fabio Rotondo la pratica «smette di essere individuale e trova confronto negli altri»; la Danza come strumento di creazione funziona «anche se non hai mai danzato prima».
Funziona quando arrivi con voglia di provare: non esistono prerequisiti, non esistono livelli. E il legame non si chiude l’ultimo giorno, perché il retreat finisce con una masterclass qualche giorno dopo il rientro. Se parti senza conoscere nessuno sei in buona compagnia: la guida su andare a un retreat da soli racconta come funziona.
Torni a casa con un corpo nuovo, la mente ferma, e una famiglia che non sapevi di cercare.
Ale Demaria · Fondatore Moveinside
Chi guida i retreat: Ale Demaria
Fondatore di Moveinside e Retreat Movement
La ricerca di Ale Demaria integra pratiche interiori, cultura di movimento e crescita personale. È il punto di riferimento in Italia per l’intelligenza del corpo e la connessione mente-corpo. Guida i retreat internazionali Moveinside insieme al suo team di coach.
Il Retreat Movement è una settimana di pratiche con Ale Demaria e il team Moveinside: 7 giorni con lo stesso gruppo, 13 pratiche tra movimento e lavoro interiore, tempo libero per conoscersi davvero. La maggior parte dei partecipanti arriva da solo e torna a casa con amici veri.
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