Come ritrovare energia quando la stanchezza non passa: prima si capisce se serve un medico, poi si lavora sulle leve che la ricerca collega davvero all’energia, dal movimento al sonno, dalla natura alle relazioni.
La stanchezza merita un medico quando dura da qualche settimana senza un motivo chiaro, quando pesa sulla vita di tutti i giorni o quando arriva insieme ad altri segnali, come perdita di peso, cambiamenti dell’umore o rumori di soffocamento mentre dormi. In questi casi il primo passo è una visita, non un nuovo programma di allenamento.
Le indicazioni del servizio sanitario britannico sulla stanchezza e affaticamento (NHS) sono semplici: se sei stanco da qualche settimana e non sai perché, o se la stanchezza incide sulla tua giornata, parlane con il medico. Con gli esami del sangue si possono controllare, per esempio, anemia, diabete e una tiroide che lavora troppo.
Tra le cause comuni l’NHS elenca anche il sonno scarso, lo stress e i cambiamenti ormonali, come gravidanza e menopausa. Se cerchi come ritrovare l’energia femminile dopo una fase di questo tipo, è un tema da portare al medico o alla ginecologa, senza imbarazzo.
C’è poi un segnale da non scambiare per pigrizia. Secondo la scheda dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla depressione, sentirsi molto stanchi o senza energia è uno dei sintomi di un episodio depressivo, insieme alla perdita di interesse e al sonno disturbato, quando durano quasi tutto il giorno, quasi ogni giorno, per almeno due settimane.
Questa guida informa, non cura. Se la stanchezza arriva con una tristezza che non passa, insonnia, perdita di interesse per tutto o pensieri scuri, il primo passo è il medico di base o uno psicologo, non un retreat né un nuovo sport.
Se il medico ha escluso cause specifiche, conviene guardare lo stile di vita: quanto ti muovi, quanto dormi, quanto tempo passi all’aperto e con chi. Si riparte da poche abitudini ripetute ogni giorno, più che da un grande sforzo di volontà, perché l’energia si ricostruisce con la costanza e non con un singolo gesto.
Il metodo Moveinside, su cui si basano i retreat guidati da Ale Demaria, chiama questa parte abitudini che generano energia: riscrivere le abitudini in modo che ti sostengano, invece di consumarti. In pratica, quattro leve:
Per l’OMS qualsiasi quantità di attività fisica è meglio di niente. Il riferimento per gli adulti è di almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, ma si comincia da dove sei.
Orari regolari e abbastanza ore di sonno sono la base: senza, nessuna altra leva regge a lungo.
La luce naturale aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia, e il tempo nel verde è associato a più benessere.
Ci sono persone e contesti che ricaricano e altri che svuotano: accorgersene è già una leva.
L’energia fisica è la sensazione di avere forze per muoverti e fare; l’energia mentale è la capacità di concentrarti, decidere e restare presente. Si influenzano a vicenda: una mente sempre accesa può affaticare anche il corpo, e un corpo fermo tutto il giorno può spegnere la mente. Per questo conviene lavorare su entrambe.
Dopo una giornata di decisioni, riunioni e notifiche la stanchezza è soprattutto mentale. Il paradosso è che il divano non sempre la scioglie, e a volte una camminata funziona meglio. Se il corpo è stato fermo tutto il giorno, può chiedere di muoversi più che di riposare ancora.
Per ritrovare energia mentale, nel metodo Moveinside si parla di calma mentale: spostare l’attenzione da «cosa ne pensi» a «come ti senti». Quando la stanchezza mentale è legata al lavoro e dura da mesi, però, può essere burnout: ne parliamo nella guida su come uscire dal burnout.
Secondo gli studi sull’esercizio continuativo, muoversi con regolarità, anche a bassa intensità, tende ad aumentare la sensazione di energia e a ridurre quella di fatica. Il punto non è sfinirsi, ma muoversi spesso e in modi diversi, così il movimento diventa una fonte di energia e non un’altra voce nella lista dei doveri.
In uno studio randomizzato di Puetz e colleghi (2008), 36 giovani adulti sedentari che si sentivano stanchi da tempo si sono allenati tre volte a settimana per 6 settimane. L’energia è migliorata allo stesso modo con l’esercizio leggero e con quello moderato, e sulla fatica è andata meglio l’intensità bassa. I miglioramenti non dipendevano dall’aumento della forma aerobica.
Serve onestà sui limiti. È un campione piccolo di giovani adulti, e una meta-analisi degli stessi ricercatori (Puetz, 2006) avverte che negli studi con un gruppo placebo, in cui l’esercizio era l’unico intervento, l’effetto sull’energia non si vedeva. Il movimento aiuta, ma non è una bacchetta magica.
Un movimento che ti incuriosisce si ripete più volentieri di un esercizio che subisci. E ciò che si ripete nel tempo è ciò che cambia l’energia. Danzare, rotolare a terra, giocare, imparare una verticale: la varietà tiene viva l’attenzione e rende la pratica un piacere.
È l’idea di cultura di movimento: uscire dalle etichette per diventare forte, flessibile, agile, elastico. Al Retreat Movement le 7 pratiche fisiche vanno dal floor work e dai rotolamenti fino alla danza come strumento di creazione. Sul valore della danza in particolare c’è una guida dedicata ai benefici della danza.
Contano molto, e sono le leve più facili da misurare. Il consenso degli esperti di medicina del sonno indica almeno 7 ore a notte, con regolarità, per un adulto. E uno studio su quasi 20.000 persone ha collegato almeno 120 minuti a settimana nella natura a una maggiore probabilità di buona salute e alto benessere.
Ecco i dati principali di questa guida, con le fonti.
| Leva | Cosa dice la fonte | Fonte |
|---|---|---|
| Movimento | Raccomandati almeno 150 minuti a settimana di attività moderata; nel 2022 il 31% degli adulti nel mondo (1,8 miliardi di persone) non ci arrivava | OMS, scheda sull’attività fisica |
| Esercizio continuativo | Più energia e meno fatica rispetto ai gruppi di controllo (effetto medio delta 0,37); nessun effetto negli studi con placebo e solo esercizio | Puetz et al. 2006, meta-analisi |
| Intensità | 6 settimane, 3 volte a settimana: stesso guadagno di energia con intensità bassa e moderata, meno fatica con quella bassa | Puetz et al. 2008, studio randomizzato |
| Sonno | Almeno 7 ore a notte, con regolarità, per la salute di un adulto | Watson et al. 2015, consenso AASM e SRS |
| Natura | Almeno 120 minuti a settimana associati a più probabilità di buona salute e alto benessere; picco tra 200 e 300 minuti | White et al. 2019, 19.806 persone in Inghilterra |
Dati verificati a settembre 2026. Gli studi riportano effetti medi o associazioni: indicano una direzione, non promettono un risultato individuale.
Nello studio sulla natura non contava come si arrivava ai 120 minuti: una lunga uscita o tante brevi davano lo stesso risultato. Anche una passeggiata nel parco durante la pausa pranzo conta. E stare alla luce del giorno aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia, e quindi anche il sonno.
Sulle relazioni non riportiamo numeri, ma l’esperienza comune è chiara: ci sono persone che ricaricano e altre che svuotano. Chi cerca come ritrovare energia positiva, in fondo, cerca anche questo: più tempo con chi ti fa stare bene e meno con ciò che ti prosciuga.
Possono aiutare, soprattutto l’energia mentale, se diventano una pratica regolare e non un gesto occasionale. Lo yoga unisce movimento e respiro, la meditazione allena l’attenzione e la calma. Non sono però l’unica strada: per chi fatica a stare fermo, la calma può arrivare più facilmente dal movimento che dall’immobilità.
La meditazione per ritrovare energia funziona meglio quando non diventa un altro compito da spuntare. Meglio pochi minuti ogni giorno che una lunga sessione ogni tanto: è la regolarità a trasformarla in abitudine. Per capire cosa aspettarsi, la guida su a cosa serve la mindfulness fa il punto.
Lo yoga per ritrovare energia ha un vantaggio: lavora sul corpo e sul respiro insieme. Lo stesso principio vale per ogni pratica che parte dalle sensazioni invece che dai pensieri: prima senti, poi pensi.
Può essere un punto di partenza, non una cura. Una settimana lontano dalla routine, con movimento ogni giorno, tempo all’aperto e un gruppo, mette insieme molte leve di questa guida. Ma l’energia resta solo se al ritorno le abitudini cambiano davvero: il retreat serve a scoprire quali funzionano per te.
Al Retreat Movement, nell’edizione di Bali, le pratiche erano 13: 7 fisiche e 6 interiori. Il metodo unisce cultura di movimento, calma mentale e abitudini che generano energia, con circa 8 ore di pratiche strutturate al giorno e tempo libero tra una sessione e l’altra.
La parte decisiva arriva dopo, a casa. Una settimana intensa mostra cosa cambia; le abitudini lo fanno durare. Ne parliamo nella guida su come mantenere i benefici di un retreat.
Tutti partono dalla testa. Noi partiamo dal corpo. Si chiama dal basso verso l’alto: prima senti, poi pensi. E la mente si placa da sola.
Ale Demaria · Fondatore Moveinside
Chi guida i retreat: Ale Demaria
Fondatore di Moveinside e Retreat Movement
La ricerca di Ale Demaria integra pratiche interiori, cultura di movimento e crescita personale. È il punto di riferimento in Italia per l’intelligenza del corpo e la connessione mente-corpo. Guida i retreat internazionali Moveinside insieme al suo team di coach.
Al Retreat Movement le abitudini che generano energia non si studiano: si vivono, con movimento vario ogni giorno, pratiche interiori, natura e un gruppo. Con Ale Demaria e il team Moveinside. I posti sono pochi e la selezione conta.
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